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Trend2 maggio 202610 min

Industria 5.0 vs Industria 4.0 nel Confezionamento: Differenze, Requisiti e Incentivi

Industria 4.0 e Industria 5.0 sono due paradigmi che si intrecciano ma non si escludono. In Italia, la distinzione è diventata concreta con il Piano Transizione 5.0 (DL 19/2024): un'azienda alimentare che vuole accedere agli incentivi del piano deve capire esattamente cosa distingue una macchina confezionatrice "4.0" da un sistema che risponde ai requisiti "5.0", perché i criteri di accesso al credito d'imposta sono radicalmente diversi rispetto al passato.

Industria 4.0: Automazione, Connessione, Dati

Il paradigma Industria 4.0 — formalizzato in Italia dal Piano Nazionale Industria 4.0 (2017) e dalla Legge 232/2016 — si fonda su nove tecnologie abilitanti: Internet of Things (IoT), Big Data e Analytics, Cloud Computing, Cybersecurity, Additive Manufacturing, Realtà Aumentata, Simulazione, Integrazione orizzontale/verticale, Robotica autonoma.

Per una macchina confezionatrice, essere "4.0" significava soddisfare cinque requisiti tecnici specifici definiti dalla circolare MiSE 547076/2017: controllo per mezzo di CNC/PLC, interconnessione con il sistema gestionale aziendale, integrazione automatizzata con il sistema logistico, interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva, rispondenza ai più recenti standard di sicurezza. Il risparmio energetico non era mai stato un requisito esplicito.

  • Requisito principale 4.0: interconnessione con il sistema gestionale aziendale
  • Prova di interconnessione: dichiarazione del tecnico + documentazione del fornitore
  • Incentivo correlato: Credito d'Imposta beni strumentali 4.0 (ex Iperammortamento)
  • Nessun requisito energetico: il risparmio non era condizione di accesso

Industria 5.0: Sostenibilità, Centralità Umana, Resilienza

Il concetto di Industria 5.0 nasce dalla Commissione Europea nel 2021 come complemento — non sostituto — all'Industria 4.0. Se il 4.0 ha massimizzato l'efficienza produttiva e l'automazione, il 5.0 reintroduce tre pilastri che il processo di automazione aveva messo in secondo piano: la centralità umana (human-centricity), la sostenibilità ambientale e la resilienza sistemica.

In pratica, Industria 5.0 non significa "meno automazione" ma "automazione al servizio dell'uomo e dell'ambiente". Nel confezionamento alimentare, si traduce in sistemi dove il robot collabora con l'operatore (coboti) invece di sostituirlo completamente, dove il consumo energetico viene monitorato e certificato, dove la filiera è tracciabile e il packaging è progettato per la circolarità.

  • Centralità umana: coboti, ergonomia, qualità del lavoro operatore
  • Sostenibilità: risparmio energetico misurabile, fonti rinnovabili, packaging circolare
  • Resilienza: supply chain robusta, flessibilità produttiva, riduzione dipendenza da singoli fornitori
  • Tecnologie chiave: coboti, AI integrata, gemello digitale, monitoraggio energetico real-time

Come Cambia la Qualifica in Italia: Da 4.0 a 5.0

In Italia, il passaggio normativo da 4.0 a 5.0 si è concretizzato con il Piano Transizione 5.0 (DL 19/2024). La differenza operativa fondamentale è il requisito energetico: per accedere al credito d'imposta 5.0, non è sufficiente dimostrare che la macchina è interconnessa — bisogna dimostrare che il suo utilizzo riduce i consumi energetici del processo di almeno il 3% rispetto all'anno precedente.

Questo cambia profondamente la logica di acquisto. Prima si comprava la macchina più automatizzata e si attestava l'interconnessione. Ora bisogna ragionare in termini energetici fin dalla fase di progettazione: quale consumo ha la macchina attuale? Quale sarà il consumo della nuova macchina? Il delta è certificabile e superiore al 3%?

  • 4.0: requisito = interconnessione documentata (circolare MiSE)
  • 5.0: requisito = interconnessione + risparmio energetico ≥3% sul processo (certificato GSE)
  • 4.0: prova con dichiarazione tecnica del fornitore
  • 5.0: prova con certificazione energetica ex ante + ex post da valutatore indipendente
  • La macchina deve essere 4.0 E generare risparmio energetico misurabile per qualificarsi 5.0

Impatto Concreto sul Confezionamento Alimentare

Per un'azienda alimentare che confeziona carne, pesce o formaggi, il passaggio da 4.0 a 5.0 impatta principalmente su due aree: la scelta della macchina e la documentazione dell'investimento.

Sul piano tecnico, le macchine confezionatrici di nuova generazione — termoformatrici con inverter e motori IE4, tray sealer con pompa del vuoto ad alta efficienza, campane automatiche con cicli ottimizzati — consumano significativamente meno delle versioni precedenti. Una termoformatrice di ultima generazione può ridurre i consumi elettrici del 20–35% rispetto a un modello di 10 anni fa. Questo delta, se documentato correttamente, è sufficiente per raggiungere le soglie del 5.0.

Sul piano documentale, la differenza rispetto al passato è sostanziale: non basta il certificato del fornitore che attesta l'interconnessione, ma serve una perizia energetica professionale che mette a confronto i consumi storici del processo con quelli previsti del nuovo impianto.

  • Termoformatrici IE4 + inverter: risparmio energetico tipico 20–35% vs. modelli datati
  • Tray sealer con pompa a vite secca: fino al 40% in meno rispetto a pompe ad anello liquido
  • Sistemi di recupero calore sui compressori: ulteriore 5–10% di risparmio termico
  • Monitoraggio consumi integrato (contatori dedicati per macchina): necessario per certificazione
  • Cicli ottimizzati con variatori di frequenza: riduzione consumi in stand-by

Quale Incentivo Scegliere: 4.0 o 5.0?

Con il DL 19/2024, il Credito d'Imposta Transizione 4.0 per i beni materiali (allegato A) è stato di fatto soppresso per i nuovi investimenti dal 2024: è rimasto solo per gli investimenti prenotati entro il 29 febbraio 2024 con consegna entro il 31 dicembre 2025. Per chi compra oggi una macchina confezionatrice nuova, l'unico incentivo sul bene materiale è il Transizione 5.0.

La domanda dunque non è "scelgo 4.0 o 5.0?" ma "riesco a certificare il risparmio energetico richiesto dal 5.0?". Se la risposta è sì — e per la maggior parte delle sostituzioni di macchinari datati la risposta lo è — il 5.0 offre aliquote significativamente più vantaggiose rispetto al vecchio 4.0 nella fascia sotto i 2,5 milioni di euro.

  • Transizione 4.0 per beni materiali: disponibile solo per ordini ante 29/02/2024
  • Transizione 5.0: unico incentivo per beni materiali nuovi acquistati dal 2024
  • Aliquota 5.0 (fascia 1, risparmio >6%): 40% vs. aliquota 4.0 precedente (spesso 20%)
  • Beni immateriali 4.0 (software, MES): ancora agevolabili separatamente con credito residuo
  • Strategia: verificare con energy auditor se la sostituzione raggiunge la soglia del 3–6%

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